Esiste la parità dei sessi su Vulcano?di Anna "T'Sun" Perotti |
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Esiste la parità dei sessi su Vulcano? La prima risposta che mi viene spontanea è: "Dati insufficienti!" Tuttavia neanche Spock è mai riuscito a cavarsela così. C'era sempre Kirk che insisteva perché azzardasse almeno un'ipotesi.
Orbene, la mia ipotesi è che nella società vulcaniana ci sia una netta predominanza femminile e che gli uomini trovino la cosa un pochino frustrante, anche se non ammetterebbero mai in pubblico un'emozione illogica come la frustrazione.
La predominanza femminile è abbastanza evidente; quasi tutte le figure investite di una certa autorità, che si incontrano su Vulcano sono donne: T'Pau, la severa matriarca, che presiede alle sfortunate nozze di Spock e che viene indicata come la più alta autorità di Vulcano; T'Sai, la maestra del kolinhar, che, sebbene sia accompagnata da due assistenti maschi, sembra essere indiscutibilmente il capo; T'Lai, la sacerdotessa che esegue il fal tor pan, di fronte a cui tutti si inchinano con reverenziale timore; una donna è la direttrice della mitica Accademia delle Scienze e in diverse occasioni, si incontrano donne in carriera, nelle più svariate carriere.
Gli uomini non sono del tutto assenti dai posti di potere e prestigio (basti pensare a Sarek), ma sembrano in netta minoranza e spesso in posizione subalterna, rispetto a qualche collega di sesso femminile.
È vero che alcuni antichi rituali presentano delle analogie con alcune delle più odiose forme di prevaricazione maschile riscontrabili nella storia di certi pianeti, ma è tutta apparenza.
Quando T'Pring esige il kal-if-fee, il duello rituale, T'Pau le chiede: "Sei pronta ad appartenere a chi risulterà vincitore?" e lei risponde "Sì", ma è solo una formalità. In realtà è evidente che la gentil donzella non ha la minima intenzione di appartenere a nessuno. Al contrario, è lei a tenere in pugno i destini degli uomini coinvolti nella storia. Su di essi ha potere di vita o di morte e se ne serve con gelida determinazione. E nessuno, né T'Pau, con tutta la sua autorità, né Spock, che pure avrebbe potuto rivendicare qualche diritto, né Stonn, che avrebbe tutte le ragioni di fuggire a gambe levate, si sogna di mettere in discussione la liceità del suo comportamento.
Gli uomini sopportano tutto questo con logica rassegnazione (probabilmente anche Surak avrà avuto a casa la sua Santippe, che lo "aiutava amorevolmente" a provare la solidità delle sue teorie pacifiste!), però, quando possono, se la squagliano.
Intanto, se la natura li ha resi tragicamente dipendenti dalla disponibilità delle loro compagne, consente anche loro di ignorarne l'esistenza per sette anni consecutivi, cosa che credo li riempia di comprensbile soddisfazione.
Sarek, che sembrerebbe l'unico, fra i Vulcaniani a noi noti, ad essersi conquistato una posizione di potere sul suo pianeta (probabilmente a prezzo di enormi sacrifici) non mostra nessun rimpianto per l'aristocratica prima moglie, che lo ha scaricato per perseguire più elevati obiettivi. Al contrario, soddisfatto per la recuperata libertà, ha fatto in modo di metterla al sicuro nelle mani di più accomodanti compagne aliene. Amanda gli concede persino di ostentare prepotenza in pubblico e quando Kirk se ne stupisce, lo giustifica in tono indulgente: "E' Vulcaniano!", come dire: "Lasciamolo sfogare, poverino!". Perrin lo tratta come il vecchio rimbambito che ormai è, ma si astiene dal farlo internare in un ospizio, come avrebbe probabilmente fatto un'efficiente moglie vulcaniana.
Spock, dopo essere fortunosamente riuscito a mettere una galassia fra sé e la sua ex, sembra essersi rifugiato in una serena misogenia, con qualche tentazione ambigua e stuoli di fanciulle pronte a correre in suo soccorso in caso di necessità urgenti.
Tuttavia è proprio Spock a mostrare i segni più evidenti di mascolinità frustrata, lasciandosi sfuggire, di tanto in tanto, battute scioviniste. Come quando si rivolge alla povera Janice Rand, che per poco non era stata violentata dalla "metà cattiva" di Kirk, dicendole più o meno: "Lo preferiva prima (che tornasse normale) il Capitano, vero, Tenente?". Una battuta volgare (oltre che del tutto gratuita) e tanto più meschina, in quanto rivolta a una che, per la sua posizione subalterna, non può rispondergli come meriterebbe. O come quando definisce la gelosia possessiva "logica maschile", mostrando di avere della logica una concezione quantomeno sconcertante. Salvo poi a lasciarsi raggirare come un pollo da una come Valeris, che si serve del metodo di suggestione più antico e collaudato dell'Universo.
Essendo però Spock un soggetto piuttosto anomalo, non si può dire se queste debolezze siano da imputare alla sua condizione di maschio vulcaniano o alle cattive compagnie che frequenta. Certo è che, anche se non sono relegati ai lavori domestici e alle arti del piacere, come le loro controparti femminili di altri pianeti, gli uomini vulcaniani non sembrano passarsela molto bene. Possiamo solo augurare loro che il contatto con altri popoli e altri costumi, insieme all'esempio dei pochi che ce l'hanno fatta, li aiuti a trovare le motivazioni logiche per rivendicare il loro diritto a pari dignità e opportunità.